Un brindisi agli sposi

16 Febbraio 2013

Come in ogni festa che si rispetti anche in un banchetto matrimoniale non può mancare il momento del brindisi.

Questo gesto bene augurante, si ripete da centinaia di anni; si crede risalga addirittura al Medioevo quando, per sancire un accordo,s i alzavano i calici al cielo. In questo periodo storico era diffusa la “graziosa” abitudine di avvelenare i nemici con cibi e bevande letali. Per questo motivo il brindare facendo uscire un po’ di liquido dal proprio bicchiere mentre si battevano i due boccali era considerato un atto di fiducia.

Oggi come oggi brindare non ha più lo stesso valore di quei tempi ma conserva in se l’idea di festeggiare il coronamento di un traguardo e l’augurio di un prospero futuro.
L’unico vincolo del brindisi è che può avvenire con qualsiasi bevanda, tranne l’acqua.
Buona educazione vorrebbe che i discorsi pre-brindisi fossero brevi, soprattutto quelli dei testimoni, possibilmente leggeri e spensierati.

Meglio non dire “cin cin”, che, tra l’altro in qualche lingua orientale pare abbia un significato imbarazzante. Nelle occasioni ufficiali, invece, e vietato ogni tintinnio di sorta.
Qual è, allora, il miglior brindisi?

Sollevare semplicemente il bicchiere in direzione del festeggiato con un sorriso accennato e uno sguardo pieno di cose non dette.

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